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Il Risorgimento a Colonnella

20,00

Informazioni aggiuntive

Dimensioni17 × 24 cm
Autore

Lingua

Italiano

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Collana

Numero Pagine260
ISBN978-88-6497-024-0
Categoria,
DESCRIZIONE LIBRO
Quando parliamo del risorgimento italiano, la prima cosa che affiora alla mente sotto l’aspetto geografico sono il Piemonte, la Lombardia e la Sicilia. Tra i personaggi emergono nomi che costituiscono vere e proprie icone: Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini. Gli altri personaggi o non li ricordiamo o non li conosciamo. Per le altre regioni non andiamo oltre la Campania e il Veneto. L’Abruzzo, specificatamente la linea del fiume Tronto, nonostante fosse il confine nord orientale del regno borbonico, è raramente menzionato. Eppure tutti gli stati, quando si ritengono minacciati, per prima cosa fortificano le frontiere. Com’è possibile che i Borboni non lo abbiano fatto? Come si comportarono? Perché non ci fu uno scontro? La conformazione territoriale di Colonnella, con lo sbocco al mare, non era forse il territorio che più si prestava al passaggio delle truppe? Quale atteggiamento assunsero le popolazioni o, meglio, coloro che si rendevano conto dell’evento? Queste sono le domande che inevitabilmente s’impongono e alle quali si è cercato di dare una risposta. Nel limite del possibile in questo scritto vengono messi in luce gli eventi politici e militari accaduti sul territorio colonnellese nel periodo 1859/1861, ossia negli ultimi tre anni che portarono all’unità d’Italia, e correlati tali avvenimenti mediante la comparazione bibliografica e documentale con quanto stava accadendo o era accaduto di recente nel mezzogiorno o negli altri stati italiani.
Colonnella, pur conservando continuità amministrativa con il periodo borbonico, tenne un atteggiamento filosabaudo. Le famiglie infatti, da cui trassero origine i sindaci e i consiglieri comunali prima e dopo l’unità nazionale, furono le stesse: i Volpi, i Barnabei, i Marzj, i Castagna, i Franchi.
Di sicuro si deve abbandonare la retorica del passato e osservare ad occhi aperti la gestazione e l’infanzia della nazione che, ormai adulta, è disposta ad ascoltare il mormorio delle vittime e a valutare l’incidenza degli errori commessi, delle ambizioni nascoste, delle diplomazie sotterranee delle “Italie” che allora si fronteggiarono. Tali questioni, avvalorate adesso dalla microstoria recuperata dall’archivio di un piccolo comune coinvolto nei fatti risorgimentali, offrono un’immagine meno scintillante, ma più vera della nostra unità. Questo libro non ha la pretesa di svelare aspetti oscuri o inediti del risorgimento, ma vuole essere un tassello per comprendere meglio le reazioni locali al grande evento che ha mutato la storia d’Italia.
NOTE SULL’ AUTORE

Concetto Benizi

Nato a Colonnella (TE) l’8 febbraio 1945, diplomato “Agrotecnico”, residente a Martinsicuro, svolge attività lavorativa presso il Comune di Colonnella in qualità di funzionario responsabile del settore “Affari Generali ed Istituzionali”. Ha collabo...

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